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Le Lettere di Alessandra Macinghi Strozzi

Le Lettere di Alessandra Macinghi Strozzi

Lettera LXX

Al nome di Dio, a dì 15 di febraio 1465
A dì 8 fu l'utima mia; e non avendo di poi vostre, ò p(er) questa mancho a dire, ma solo fo p(er) darti aviso
di quanto ò inteso del nipote di 57. En prima, egl'è d'età d'anni 18; e, secondo m'è detto, e ancora i(n) vista
lo dimostra, è riposato: non à vizio niuno, è di buono sentimento e grande di p(er)sona più che-l frattello
ma(g)giore, che viene a esere più grande che Girolamo; ed è di pelo non bianco: è molto palido e giallo.
Tommaso Ginori sa com'egl'è fatto, voglendo domandarlo. I' mi credo che farebbe riuscita d'averne
onore. E così mi dicie Giovanni Bonsi, ch'egl'è riposato, e da metterlo en buo· filo . E non pare
en vista come quello, di che ti richiede Charlo, che ci viene alle volte colle lettere; che somigla
e sua zii nel parlare, e pare da tirarsi le chalze bene. Non pare così, quello ti dico di sopra: e
p(er)ché no· paia chosì isperto, non tengo però che sia da meno di lui. I' non so che partito ti piglerai;
a me parrebe che, non avendo bisongno, di non piglare questo charico; e massimo credendo
che non t'avesse a giovare: che, secondo ch'intendo, dal padre sarebbe poco aiuto, che
è tenuto pocho i(n)servigiato. E non à però da un pezzo en qua una buona grazia; che p(er)dè assai
quando fu degl'uficiali dell'Abondanza, che si dicie rastrellò bene; e ànne auto charico
assai el padre di Girolamo, che governava, e che ministrava; teneva il sacco l'uno all'altro.
Ànne grattato, si dicie, più di mille pezzi, oltre al salaro; e pure cho' pover'uomini: che
n'à auto gran crido adosso; e sono sostenuti da' ladri medesimi. Àno bene proveduto
questi uficiali; che Lotto abia le sacca del grano nelle mani suggiellate; e così le manda qua: dove
prima l'aveva sanza sugiello; e ti so ddire che grattava bene. E non pare si churino di ricievere
queste vergogne, p(er)ché sono assai a far male. Siché nel cospetto di chi vuole el ben comune ne
perdono di riputazione; e, secondo sento, il padre del giovane v'à p(er)duto. Ora tu sarai estato con
46, e i(n)teso delle cose di qua come le passano. E se 57 è vero amicho di 45, come tu credi, potendo
aiutarlo al bisongno, a ogni modo lo farà, sanza piglare il nipote. E p(er)tanto pensaviti su,
e pigla quello che meglo ti pare.
Del fatto di 33 p(er) 45, non s'è fatto altro. El padre di 60 si sta sanza altro dirne. Ò detto a 13,
che a ongni modo mi pare di p(ar)larne co(n) 58 di 60 e di 59, e vedere quello si può fare di questo;
che sendo fuori di speranza di queste, si ciercherà d'altro. Avisandoti che ò detto a 13, che potendo
avere 60, non si guati a danari: che se si guata a questo, ma' più se ne viene all'efetto; e mi pare te(n)po
da uscire di pratica. E per la prima altra, credo poterti avisare di qualche cosa, se 13 farà
quello mi pare che faccia, di p(ar)lare a 58. Nè altro p(er) questa. Idio di male vi guardi. P(er) la tua

Allesandra Strozi, in
Firenze