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Le Lettere di Alessandra Macinghi Strozzi

Le Lettere di Alessandra Macinghi Strozzi

Lettera XLVII

  • Denominazione: Lettera XLVII
  • Data di stesura: 26/05/1465
  • Data di ricezione: 12/06/1465
  • Contenuto: Responsiva alle lettere di Filippo Strozzi del 9 e del 13 maggio 1465. L'ultima lettera inviata da Alessandra a Filippo risale al 18 maggio 1465, stando a quanto riportato dalla Strozzi nell'incipit. La donna commenta la responsiva inviata da Lucrezia Tornabuoni a Filippo, nella quale questa afferma che Piero de' Medici è ben disposto verso gli esuli Strozzi; ma Alessandra scrive che finché Piero non avrà dimostrato coi fatti la propria amicizia, ella dubiterà della sua lealtà. Riferisce delle imposizioni straordinarie approvate in vista delle celebrazioni della festa di San Giovanni, in occasione della quale è nuovamente atteso a Firenze Federico d'Aragona. Alessandra si compiace che gli ambasciatori fiorentini – Luigi Guicciardini, ora a Roma, e Pandolfo Pandolfini, trattenutosi a Napoli – stiano dalla parte degli Strozzi e ne sostengano la revoca dell'esilio. Rispetto all'infuriare dell'epidemia di peste, ella scrive che Niccolò Strozzi, che si trova a Roma dove la morìa impazza più che altrove, è intenzionato a rientrare a Napoli e a raggiungere Filippo. La Macinghi tratta del gran numero di fanciulli che il figlio ha assunto alle proprie dipendenze («avetene tanti p(er) chasa, che dè parere la schuola») e delle intenzioni di un certo Gino, che vorrebbe affidargli uno dei suoi figlioli; dato il crescente riaffermarsi dell'identità e del potere del loro casato, Alessandra, considerando la volubilità umana, osserva «che chi non v'arè salutato, ora vi darebbe le cose sue p(er)ché vi servisino». Comunica che Niccolò Ardinghelli – come la Strozzi aveva già pronosticato – dopo aver «menato» la donna è tornato in levante, «e lla mogle è rimasa qua». Si compiace che Piero de' Medici abbia incaricato Filippo di presentare e offrire in dono la propria galea al Re di Napoli. Alessandra rettifica la data di stesura: «Siàno a dì 29». Informa Filippo dell'approvazione definitiva delle nuove imposizioni fiscali e sottolinea il malcontento generale. Gli comunica di voler fare, sia a lui sia a Lorenzo, «parechi chollaretti di pannolino pel farsetto», ma di essere in cerca di un «pannolino sottile», poiché quello impiegato per le camicie è troppo spesso. Alessandra rettifica nuovamente la data di stesura: «Per aspettare Tomaso ò sopratenuta questa ensino a questo dì primo di giugno»; dato che Tommaso ha ricevuto l'ordine di non partire più, Alessandra avvisa di accludere la propria lettera a quelle di quest'ultimo. Ella riferisce di aver preso in considerazione per Filippo una fanciulla degli Alberti, che è «molto bella». Tratta del taffetà rispeditole dal figlio e gli chiede le siano mandate delle arance, «se lle sono belle»: quelle precedentemente inviatele «erano trista cosa, e mezze fracide». In ultimo, tratta del pagamento dei catasti.
  • Consistenza: 1c.
  • Bibliografia: GUASTI 1877: 405-418
  • Mittente: Alessandra Macinghi Strozzi
  • Destinatario: Filippo di Matteo Strozzi
  • Data topica: Firenze
  • Collocazione: Fondo Carte Strozziane, III serie, filza 131, cc. 143r, 143v
  • Ente conservatore: Archivio di Stato di Firenze
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